venerdì 14 settembre 2007

Tiengo ambre

ho una fame che non ci vedo.
e non è solo fame di cibo.
la mia voglia di farmi addomesticare è rimasta insoddisfatta e il risultato non è un crollo delle aspettative ma sicuramente non un legame. Non sono soddisfatta e vorrei tagliare la corda. Sparire. Rendermi invisibile e... magari osservare senza essere vista. Voglio far sentire la mia assenza. O almeno suscitare una reazione qualunque. Non è giusto che le mie manifestazioni rimangano senza una risposta. Che non è neanche indifferenza... è qualcosa di tiepido. Non sono soddisfatta. E non posso chiarire... Continuo a non essere soddisfatta.
Avrei preferito un secco NONROMPEREPIUILCAZZO piuttosto che questo non-rapporto di non-conoscenza. Il mio entusiasmo ha un tracollo. La mia allegria (a questo proposito) si spegne e muore... e mi rimane una piccola rabbia. insoddisfacente anch'essa.
E mi sono infilata in libreria e ho comprato Non dire notte di Amos Oz... non ho mai letto niente di lui ed ero curiosa. Ma, dopo aver finito l'ultimo episodio delle avventure di quel pirla di Harry Potter, mi attendono, in ordine sparso Avverbi di Adam Sandler (spero che la memoria non cilecchi) e Il pendolo di Faucault del sempre detestabile Umberto.
ho fame anche di tranquillità... sul lavoro. E invece sembra di essere sul filo di una corda a fare l'equilibrista. E il mio capo, sono sicura, ha le scimmie urlatrici nel cervello.

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