martedì 9 ottobre 2007

9.10


ho mangiato come una escavatrice. E ora ho i rimorsi. Non avrei dovuto. Si, perchè sarei ancora un po' a dieta. O almeno se non mi controllo è facile che, presa dal nervosismo, riprenda i 10kg miracolosamente persi in questi mesi.

C'è qualcosa di mistico nel portare la propria pipì a spasso per la città la mattina alle sette. Tutti sono svegli e frenetici a quell'ora. E, dopo aver percorso strade trafficate, aver evitato marciapiedi costellati di cacche di cani, dopo aver tremato passando sotto cornicioni invasi da gorgoglianti piccioni ecco la ricompensa: il ponte di mezzo e il fiume, con la città riflessa nelle sue acque e il cielo ancora sporco dei rosa e arancione dell'alba.

E la gente corre, si struscia, sbatte e sembra non avere occhi per tutto questo. Sembra non accorgersi di tanta bellezza. Ricompensa di una giornata altrimenti troppo grigia.

La gente corre. Occupa i marciapiedi. Si chiude in edifici. Fa la fila. Sbraita. E non guarda mai attorno a sè. Non guarda mai lo spettacolo della città. Non osserva la miriade di volti di cui è fatta la folla. La gente si nasconde. Si nasconde tra la gente.

Ma io osservo mi piace guardare gli altri. Come se andassi allo zoo, o al Jardin des Papillons Vivents. Mi piacciono le persone: quei nasi, quegli occhi, quei capelli mai troppo puliti, e come camminano, come portano i pantaloni e le scarpe, come si muovono pensando di non essere osservati o facendo finta di non esserlo. Quanto sono uguali a me... che non aspetto altro che essere osservata.

Ma no.
La mia vanità si sazia presto e continuo a preferire l'inesauribile ricchezza del mondo fuori da me. Tutta quella gente. Ognuno interessante e repellente a suo modo. Ognuno meravigliosamente interessante e meravigliosamente repellente.

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